A volte non ci sono post o articoli ma solo riflessioni e pensieri che volano, sbattendo sul vetro, come lucciole prigioniere di un barattolo.
Su chi sei, su chi vuoi e puoi essere, degli anni passati a ripiegarsi sugli anelli che porto alle dita.
Confusa come poche continuo incessantemente a ripassare la matita sui contorni della mia età perchè nonostante le giornate strette mi smarco continuamente dai confini.
La mia anarchia emotiva è un vino dal
gusto rotondo, una pienezza di petali di rosa.
Come la pioggia per l’estate, così l’amore sarebbe una benedizione per me.
Stimolante, come lo sbattere delle ali. Una pioggia solo mia, tempesta perfetta. Acqua per questa terra arsa.
E immagino il mio pizzicarmi le guance e farmi domare i capelli.
Sempre pronta a parare i fulmini delle agitazioni improvvise.
Desiderosa di farsi accarezzare dal vento che taglia.
Superba nella bocca, regina di cuori, devota ad una dolce schiavitù.
Equilibrista sulle corde del destino.
Un’anima che indosserebbe tutte le sfumature del verde.
Scalza sui vetri dei bicchieri che avete bevuto senza di me.
Sopravvissuta ai tagli a cui avete aggiunto del sale per poter banchettare su un cadavere che non vi apparteneva.
Docile come le tigri affamate, freccia che centra il bersaglio ad ogni sguardo.
Occhi di sabbia, quella che ho rubato al mare.
Mentre appendo l’ennesimo specchio alle pareti penso a cosa sarebbe la pioggia per la mia estate, decisamente straordinaria, come lo stupore che ho per i girasoli.

