Liceo Classico Luigi Sodo: da blogger ho parlato a una platea di ragazzi

Come blogger spesso sono impegnata in eventi, presentazioni e
manifestazioni che riguardano la bellezza, la moda e  le tematiche anche sociali che porto avanti sui miei canali. Ieri è stata una giornata molto emozionante per me, come blogger, infatti, all’interno dei “Venerdí  – Dai diari di bordo un viaggio dell’anima” organizzati dal Liceo Classico Luigi Sodo ho avuto la possibilitá di partecipare anche io.
I  “Venerdí  – Dai diari di bordo un viaggio dell’anima” sono degli incontri mensili che hanno per oggetto “Il viaggio” sia esso un viaggio fisico o in senso figurato organizzati dal  Liceo Classico Luigi Sodo in rete con la casa editrice Edizioni 2000diciassette.

Liceo Classico Luigi Sodo di Cerreto Sannita: la mia lezione da blogger

Ieri mattina insieme alla scrittrice Rosa Buono autrice del memoire
“Eccomi… L’ Amore” sono stata accolta in maniera calorosa dai ragazzi e dai professori  della platea dell’Aula Magna  “Mons. Nicola Vigliotti”del Liceo Classico Luigi Sodo di Cerreto Sannita.

Liceo Classico Luigi Sodo

Blogger in Campania: un mondo che non sempre si muove a misura di web

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Fashion blogger italiane: il mio impegno contro la violenza sulle donne e il bullismo

Un paio di giorni fa ho avuto la possibilitá e l’onore di entrare a far
parte di un progetto veramente importante. Come sapete qui sul mio blog theFashiondiet by Teresa Morone io appoggio tutte quelle manifestazioni, quei progetti e quelle collaborazioni in cui credo fermamente. Il 10 Maggio sono stata invitata tra tante  fashion blogger italiane al convegno “No alla violenza sulle donne, no al bullismo”. La mia partecipazione, come ospite a questo importante incontro in qualità di blogger prima e di donna poi mi ha molto emozionato.

Fashion blogger italiane: theFashiondiet ci mette la faccia

Tra le altre fashion blogger italiane, io sono stata scelta per portare avanti questo meraviglioso progetto, probabilmente perchè sui miei canali parlo spesso di bullismo e di violenza sulle donne. Il convegno si è tenuto nella splendida cornice di Palazzo Massone a San
Lorenzello.

Fashion blogger italiane

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Il web non è cattivo

Teresa Morone fashion blogger italia

Buongiorno cari e buon venerdì, oggi è uno di quei giorni che vorresti passarli a leggere sotto al piumone e a trovare risposte che probabilmente non troverai mai.
Ultimamente nel bus, negli uffici o semplicemente per strada mi capita di ascoltare sempre la stessa solfa ossia che il web è qualcosa di orripilante e che la tecnologia ci distruggerà. Solitamente non rispondo mai a queste chiacchiere da bar Sport perchè non sono affari miei e tollero il pensiero altrui, ma vorrei dire come la penso.

Il web non è cattivo.
Il web non è un demone che si ciba delle anime dei suoi utenti e ne fa sacrifici in nome di divinità.
Il web è
semplicemente uno strumento.
È uno strumento utile a molteplice problematiche puoi trovare informazioni
di ogni tipo su qualsiasi cosa ( alcune verificate altre meno) puoi
utilizzarlo per esprimere te stesso, le tue passioni, i pensieri (come
faccio io) puoi parlare con chi vuoi metterti in contatto con un numero
illimitato di persone.
Ma poi, quasi ogni vengo a leggere di notizie di cronaca in cui il web è protagonista
in un’accezione prettamente negativa, ad esempio Tiziana Cantone la ragazza napoletana che si è suicidata perchè non riusciva a sopportare la gogna mediatica a cui era giornalmente sottoposta dopo che alcuni suoi video hard erano stati pubblicati in rete e la ragazzina diciassettenne che è stata filmata dalle sue amiche mentre veniva stuprata. Sempre più spesso la cronaca ci informa di avvenimenti come questi e capisco che il problema non
è il web, il tablet o lo smartphone ma l’uso che se ne fa, un uso
decisamente improprio. Posso avere un mattone e tanto posso utilizzarlo per
costruire un muro tanto posso gettarlo in testa a qualcuno (ovvio che non
lo faccio perché non me lo perdonerai mai) ma lo strumento è sempre quello
è un mattone, non si muove non cambia forma, sono io che decido come
utilizzarlo. Lo smartphone è un oggetto inanimato sono io ad essere responsabile dell’uso che ne faccio.
Allora diventa un problema di coscienza non una questione di web o di
tecnologia; è domandarsi perché farne un uso cosi improprio e deleterio? Perché
utilizzare uno smartphone per denigrare o esporre al pubblico ludibrio il
corpo degli altri? Perchè passare i pomeriggi a inveire sulle pagine di altri utenti, famosi o non? Perché mercificare l’odio?
Perchè l’odio diventa una moneta di
scambio, un luogo dove aggregarsi, un motivo per sentirsi parte di qualcosa, perchè da qualche parte esiste un vuoto di personalità. Un vuoto che è un buco nero.
Tu odi x io odio x allora abbiamo qualcosa in comune.
Perché di odio si tratta. Odio che nasce dall’ insensibilitá e dalla noia,
una sorta di bovarismo malefico, una vendetta per aver ricevuto (forse?) poco amore da parte di una società
divoratrice che considera i giovani una generazione ingombrante, una valuta,
un numero scritto su una tabella, un voto di laurea, una data.
Ma il web non ha colpa, i social sono degli utenti che li compongono, si chiamano social perchè presuppongono l’idea della società e della comunanza, non esiste un social network con un solo utente.

Però, a
tante voci che pensano a distruggere ce ne sono tantissime altre pronte a
costruire. Io stessa quando scrivo mi domando spesso se ciò che dico possa
essere un buon esempio per qualcuno oppure no, questo perchè mi sento responsabile, eh si sono nata a pane e marmellata ma
non vengo nemmeno dalla famiglia del mulino bianco.
Pensateci due volte prima di insultare qualcuno o di apostrofare in malo
modo chiunque abbia costumi diversi dai vostri e se qualcuna vi ha rubato
il ragazzetto siete sicure che vorreste vendetta per poi stare con qualcuno
che in realtá non vi ama? Cui prodest?
Non giova a nessuno, sicuramente non a voi.
Probabilmente starete pensando che sono una sognatrice idealista o come
dice qualcun altro un’ingenua che crede ancora che il mondo si possa salvare, ebbene si è molto probabile che lo sia sennò non starei
qui a parlarvi di queste cose e del magone che mi prende quando leggo
determinate notizie e forse non esisterebbe nemmeno questo blog che è nato da
una scintilla di incoscienza.
Lascio a voi le riflessioni.

Menarini e Telefono Azzurro insieme contro gli abusi e le violenze sui minori

Menarini e Telefono Azzurro insieme contro gli abusi e le violenze sui minori ,Teresa Morone ,lifestyle blog,

Buongiorno belli e buon lunedì! Un’altra settimana è iniziata perciò
apriamoci a sette giorni di opportunità. Ve lo devo dire davvero io amo il
lunedí, per me rientrare nella routine è bello, è qualcosa di caldo e
materno. Ma non sono un’ abitudinaria come potrei sembrare, anzi, cerco di
cogliere sempre qualcosa di speciale dai giorni che mi lascio dietro, anche
da quelli più tristi.
E se di tristezza vi ho parlato fino a questo momento, ora assumo un tono
molto più serio.
Infatti voglio parlarvi di un progetto molto molto speciale.
Menarini lancia il primo progetto al mondo per la creazione di una rete antiabuso di 15mila pediatri e medici di base chiamati “sentinella” (perchè questi medici devono vegliare e quindi controllare) . Menarini è la prima azienda farmaceutica ad avere deciso di impegnarsi massicciamente per un network sanitario contro la violenza sui minori, in collaborazione con Telefono Azzurro, Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), si propone l’obiettivo di sensibilizzare e formare i pediatri italiani a riconoscere e intercettare i segnali di eventuali abusi, a partire da quelli inespressi di disagio e sofferenza del bambino, a tutela e promozione del suo benessere.
Basta accendere la Tv o un qualsiasi sito di informazione e leggere righe su righe di notizie di abusi sui minori, bullismo e storie raccapriccianti che ti fanno domandare dove è andato a morire l’ultimo briciolo di umanità.
Il “Diritto alla protezione dalle violenze e abusi” dovrebbe essere un diritto garantito ma qui ne uscirebbe un dibattito infinito su quale momento sarebbe meglio intervenire nelle famiglie e come.
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